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giovedì 30 luglio 2009

Il potere delle intenzioni

Il potere delle intenzioni


Se sapessi che i tuoi sogni possono avverarsi, quali esprimeresti? Amore eterno? Salute perfetta? Un nuovo lavoro oppure una nuova sfida? O forse più semplicemente serenità? O magari vorresti soddisfare un desiderio ancora più profondo, come ad esempio permettere alla tua anima di realizzare il suo destino?

Ogni cosa che accade nell’Universo nasce da un’intenzione. Secondo gli antichi testi Vedici, le Upanishad: “Tu stesso sei il desiderio più forte e profondo che conduce. Ai tuoi desideri seguono le tue intenzioni. Alle tue intenzioni la tua volontà. Alla tua volontà, le tue azioni. Alle tue azioni, il tuo destino”. In definitiva il nostro destino deriva dal livello più profondo dei nostri desideri e delle nostre intenzioni, strettamente correlati tra loro.

COS’È L’INTENZIONE?

Molti dicono che è il pensiero di qualcosa che si vuole raggiungere o portare a compimento. Ma io credo ci sia qualcosa di più profondo ancora. L’intenzione è il modo con cui cerchiamo di soddisfare un certo desiderio, sia di natura materiale, che emotiva, spirituale o fisica. In definitiva l’obiettivo di ogni intenzione è quello di arricchire di gioia e di benessere la nostra vita e quella delle persone che ci circondano.

Quando un’intenzione si ripete, essa crea una sorta di rituale, la regolarità di una routine. Più profonda è la sua dimora nel nostro cuore, più probabilità ci sono che la coscienza dell’Universo si attivi per ricreare e manifestare questa nostra intenzione nel mondo fisico. Per questo, se ti senti “bloccato” nella tua vita o se credi che quello che davvero desideri sia impossibile – pensa in grande!

Vai oltre lo stato mentale che in genere ti limita e ti imprigiona. Vai con il pensiero oltre i problemi attuali, le difficoltà e le sfide. Abbi cura delle tue intenzioni, non le abbandonare. Quando nutri con continuità le tue intenzioni più pure e sentite, persino l’impossibile diventa possibile.

COME FARE?

Per ognuna delle tue intenzioni, chiediti: “Come può essermi utile e come può essere utile alle persone con cui io sono in contatto?”. Se la risposta è vera gioia e soddisfazione, allora la tua intenzione, cooperando insieme alla nostra mente “non locale”, agisce da sola, orchestrando in modo armonico e sublime la sua stessa realizzazione. Ogni nostra intenzione racchiude in sé uno straordinario potere, una capacità organizzativa divina che dobbiamo lasciar agire indisturbata, senza tentare di forzarla o di manipolarla.

L’unica cosa che dobbiamo fare é avere fiducia nel risultato. Questo è l’atteggiamento che ci permette di vedere la sincronicità nel mondo che ci circonda.
Dobbiamo arrivare a percepire con chiarezza che è la nostra anima – e non il nostro ego – ad essere il fulcro interiore con cui entrare in contatto. È in questo momento, quando cioè entriamo in contatto con la parte più profonda di noi stessi, che siamo in sintonia con il nostro destino. Siamo noi il profeta, non lo scenario in cui ci muoviamo.

Che riescano ad osservare e comprendere le proprie intenzioni – anche quelle più importanti e nascoste – manifestarsi nel mondo reale per portare gioia a loro stessi ed al mondo che ci circonda.

fonte: Lista Sadhana – Guido Da Todi

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MANTENERE BUONA MEMORIA




Quanto può influire il livello culturale di una persona sulla sua probabilità di sviluppare demenza in età avanzata? Quali sono i meccanismi? Si è ipotizzato che un elevato grado culturale possa da un lato limitare i processi neurodegenerativi, andando ad agire direttamente su di essi e dall’altro incrementare le reti neuronali, in modo tale che, quando muoiono dei neuroni, gli altri iniziano a svolgere funzioni simili, così da minimizzare l’entità del danno funzionale e cognitivo.

Rispetto alle prime ipotesi, ultimamente emerge che non sono gli anni di scolarità a determinare il grado di istruzione, perché una persona inserita in un contesto di vita stimolante impara a tenere in esercizio la mente e ad arginare o posticipare eventuali disturbi di memoria.

In realtà la memoria umana va sviluppata ed allenata, anche oggi che sembra superflua, perché serve a rafforzare il cervello e a mantenersi giovani. La memoria è strettamente legata all’intelligenza ed alla creatività, ed il suo incremento conduce alla possibilità di accedere più velocemente alle informazioni e di effettuare un maggior numero di associazioni mentali. La memoria è anche identità. Noi siamo ciò che ricordiamo: i luoghi, le persone, gli episodi e le emozioni vissute costituiscono la nostra esistenza.



Gli studi

Dalle varie ricerche è emerso un interessante punto di contatto tra il tipo di educazione e la demenza. Uno dei risultati più curiosi e sorprendenti è stata la scoperta che il modo che usiamo, fin dalla giovane età, per esprimerci a livello linguistico può predire quanto a lungo viviamo e qual è il nostro rischio di sviluppare patologie legate alla memoria. Chi si esprime in modo più articolato e ricco di emozioni positive, sopravvive più a lungo di chi usa un linguaggio povero.



Gli interessi che arricchiscono la vita

Questi studi sono interessanti perché tra le altre cose, fanno capire quanto sia importante rendersi protagonisti attivi della nostra vita: per esercitare la mente è sufficiente tenersi impegnati con varie attività e con i piccoli interessi quotidiani, magari cercando anche nuovi stimoli dall’ambiente che ci circonda. Il rendersi in parte responsabili della possibile evoluzione della nostra vita può aiutare a gestire meglio il presente e ad affrontare meglio quello che sarà il domani.



Sviluppare la memoria

La memoria va sviluppata, anche facendo molti giochi che stimolino il cervello e la logica, ma senza fissarsi sempre sullo stessi. Così come in palestra non si usano sempre gli stessi attrezzi così bisogna allenare la memoria con strumenti diversi. Sudoku, cruciverba, griglie logiche, rebus, anagrammi, enigmi, sono validi stimolatori della memoria, basta alternarli e non fissarsi solo su un gioco preciso.
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domenica 26 luglio 2009

Riposare troppo poco fa ingrassare ?

Riposare troppo poco fa ingrassare: il minimo dovrebbe essere 7-8 ore a notte
Lo dimostrano alcuni studi presentati nel corso di «Sleep 2009», il convegno delle Società di Medicina del Sonno tenutosi a Westchester, negli Stati Uniti.

APPETITO – Una prima ricerca condotta da ricercatori dell'università della Pennsylvania dimostra, su una novantina di volontari, che bastano 5 giorni di restrizione del sonno per guadagnare in media un chilo e 300 grammi di peso. Questo nonostante il 70 per cento dei volontari a cui è stato impedito di dormire a sufficienza abbia dichiarato di avere meno fame rispetto al solito. I partecipanti non avevano restrizioni dietetiche durante il periodo dello studio: mangiavano regolarmente 3 volte al giorno, in più alle una di notte era previsto un sandwich spezzafame. Difficile però credere che la colpa sia tutta di questo panino: come si spiega il risultato? «Crediamo che abbia “pesato” la sedentarietà e soprattutto la maggiore probabilità di cedere agli spuntini durante il tempo trascorso da svegli», ipotizza Siobhan Banks, coordinatore della ricerca. Una teoria che va d'accordo con i dati emersi negli anni scorsi: qualche tempo fa, ad esempio, il nesso fra perdita del sonno e aumento di peso fu dimostrato da studi dell'Associazione Italiana di Medicina del Sonno secondo cui dormire 4, 5 ore per notte riduce fino al 30 per cento la leptina in circolo, un ormone che tiene sotto controllo l'appetito, mentre aumenta la grelina, ormone che stimola la fame. Risultato, la voglia di piluccare qualcosa nelle ore passate da svegli diventa irresistibile. Non a caso negli ultimi dieci anni l’indice di massa corporeo medio è aumentato di un punto e mezzo e allo stesso tempo si sono ridotte progressivamente anche le ore di sonno, passando dalle 8-9 ore di riposo registrate negli anni ’60 alle 6-7 ore che si dormono in media oggi. «L'importante sarebbe fare attività fisica sufficiente a bilanciare l'introito calorico e scegliere, per i fuori pasto durante i periodi insonni, snack leggeri con pochi grassi e zuccheri», dice Banks.

ADOLESCENTI – Ma perché tendiamo tutti a dormire meno? Per gli adulti spesso si tratta di un adattamento per far fronte alle esigenze della vita lavorativa: in un mondo che va veloce e bombarda continuamente di stimoli, dormire nove ore a molti può ormai sembrare una perdita di tempo colossale. Nel caso degli adolescenti, secondo una ricerca dell'università dell'Arizona appena presentata al congresso statunitense la colpa è delle ore passate davanti a uno schermo e del caffè di troppo che molti bevono proprio per stare svegli. Amy Drescher osserva: «Bimbi e ragazzi che stanno ogni giorno ore davanti alla TV o al computer dormono di meno. E dormire poco aumenta tantissimo la loro probabilità di ritrovarsi sovrappeso o addirittura obesi». I motivi che legano la scarsità di sonno ai chili di troppo li spiega Maria Grazia Marciani, responsabile del Centro di Medicina del Sonno del Policlinico Tor Vergata di Roma: «Non dormire mai abbastanza fa saltare gli equilibri del nostro metabolismo. E non bisogna illudersi di poter recuperare il sonno perso di notte con pennichelle e pisolini diurni, perché il riposo notturno è quello più importante per garantire un corretto assetto ormonale, che dipende in larga misura dall’alternanza luce/buio e veglia/sonno. Modificare i ritmi e le abitudini può pregiudicare la produzione di ormoni come la melatonina, il cortisolo, la leptina e la grelina. La carenza di sonno – prosegue Marciani – incide poi sulla regolazione della glicemia aumentando la resistenza all’insulina e aprendo la strada allo sviluppo del diabete»

DORMIRE TROPPO – A sorpresa però c'è anche il rovescio della medaglia: secondo Nathaniel Watson, direttore dell'Istituto di Medicina del Sonno dell'università di Washington, pure dormire troppo potrebbe mettere in pericolo la linea. Watson ha studiato circa 1800 persone di cui ha calcolato l'indice di massa corporea chiedendo poi quanto dormissero abitualmente ogni notte: chi riferiva di dormire fra 7 e 9 ore per notte è risultato più magro rispetto a chi dormiva di meno, ma anche (seppure di poco) rispetto a chi dormiva di più. «Il motivo pare da ricercare in elementi ambientali e non genetici – dice Watson –. Abbiamo infatti condotto lo studio su coppie di gemelli e verificato che l'effetto dei geni sul risultato è praticamente nullo. Il peso, perciò sembra essere una funzione della quantità di sonno abituale». Né troppo, né troppo poco insomma: chi vuole restare in forma farà bene a puntare la sveglia in modo da dormire 7-8 ore per notte.

dal Corriere della Sera a cura di Elena Meli.
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mercoledì 15 luglio 2009

Come valorizzare le labbra




Come valorizzare le labbra

Come fare per avere labbra perfette: i piccoli trucchi...

Gli occhi sono lo specchio dell’anima, ma nel volto la bocca attira sempre molti sguardi. Si parla, si ride, si bacia, si esprimono emozioni con le labbra. E’ sicuramente uno strumento di seduzione importante e si trucca in base alla forma, ai difetti e anche all’umore. Si può anche lasciare la bocca al naturale se si è fortunate e si hanno delle belle labbra, si può applicare semplicemente del burro cacao per proteggerle e curarle così da averle sempre morbide e idratate. Senza arrivare alla chirurgia estetica è possibile correggere e valorizzare la bocca utilizzando questi semplici strumenti: rossetto, lucidalabbra o gloss e matita, mescolandoli o scegliendo i giusti colori in base alle proprie caratteristiche e applicandoli correttamente.

Diamo alcune informazione di base su questi prodotti.


Il lucidalabbra o gloss può essere colorato o trasparente, serve a illuminare le labbra e può essere applicato da solo o sopra il rossetto per renderlo più lucente.

Il rossetto deve essere facile da applicare (la consistenza morbida è importante), deve essere resistente e di colore omogeneo.

La matita ha il compito di definire i contorni delle labbra per eventualmente correggerne e aiuta a stendere meglio il rossetto senza sbavature. Se non serve a correggere deve essere solitamente di una tonalità più scura del rossetto.


Come suggerimenti, per tutte le tipologie di labbra, partite stendendo del fondotinta fluido anche sulla bocca che idrata e ammorbidisce. Il contorno lo si inizia a disegnare partendo dal centro del labbro superiore delineando gli archi, mentre per il labbro inferiore si parte dagli angoli esterni.


Esaminiamo le tipologie principali della bocca.

Labbra sottili: se volete volumizzarle, va disegnato il contorno della parte centrale un poco più grande del contorno naturale con una matita più chiara del rossetto scelto. Sfumatela poi verso l’interno prima di stendere il rossetto che deve avere colori brillanti e vivaci marcando molto la parte centrale e stendendolo dall’interno verso l’esterno. Lucidatele anche passando il gloss.

Labbra piccole: se volete renderle un po’ più grandi procedete ad allargare tutto il contorno delle labbra con una matita di una tonalità più scura del rossetto. Anche in questo caso date luminosità alla fine con il lucidalabbra.

Labbra all’ingiù: per correggere una bocca “imbronciata” bisogna arrotondare con la matita il labbro inferiore e disegnare un poco all’insù gli angoli del labbro superiore usando una matita dello stesso colore del rossetto scelto.

Labbra molto pronunciate: se la bocca è un po’ troppo grossa, per rimpicciolirla dovete stendere molto bene il fondotinta o la base coprente anche sulle labbra. Disegnate poi un contorno, con la matita dello stesso colore del rossetto, lievemente più piccolo sfumandola verso l’interno, stendete poi il rossetto che deve avere colori tenui e un poco spenti.

Se avete paura di sbagliare o avete fretta o non vi sentite pratiche con la matita, potete utilizzare solo il rossetto ma di colore chiaro e delicato, senza fare contorni oppure va benissimo un gloss appena colorato; farete in fretta e sarete comunque curate e in ordine.


Per i colori, oltre al vostro gusto, ci sono alcuni consigli in base ai vostri colori di carnagione e capelli. I rosa, rosa intensi e lilla si adattano alle bionde con carnagione chiara, mentre per le more i rossi sono perfetti; le rosse sia di carnagione chiara che olivastra e le castano chiaro stanno bene con i pesca, gli arancioni e i mattone. E se non sapete proprio quale scegliere esiste un colore passpartout: il bordeaux, sta sempre bene a tutte.

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venerdì 3 luglio 2009

VEGETARIANI



Le proteine animali rappresentano uno tra i nutrienti che vanno a costituire giornalmente la dieta di milioni di persone, basti pensare alla colazione a base di latte, per poi passare magari a uno spuntino a base di yogurt, e poi pranzo e cena con pesce, uova, formaggio o carne di vario tipo.

Per molte persone, un’alimentazione come quella sopra descritta, rappresenta quasi una sorta di eresia alimentare, sto parlando di tutte quelle persone, e sono sempre più in aumento, che per ragioni etiche, religiose, sociali, ambientali ecc, decidono di dire basta a filetti succulenti di manzo, uova in salsa rosa, branzini al forno e costine di agnello.




Il mondo vegetariano è estremamente variegato, poiché esistono molte forme che corrispondono ad altrettante scelte alimentari.

Il vegetariano è in linea generale quella persona che elimina dalla propria tavola la carne e il pesce. Il vegano è invece più “radicale” ed elimina in modo totale qualsiasi alimento di origine animale, quindi anche le uova o il formaggio. I crudisti si alimentano utilizzando solo alimenti crudi, mai cotti, in questo modo secondo il loro “credo” non si apportano modifiche a quella che è la naturale struttura molecolare e biochimica degli alimenti. I macrobiotici invece, applicando le conoscenze filosofiche degli equilibri tra Yin e Yang, cercano di bilanciare gli alimenti tra loro; gli amanti del biologico possono non essere necessariamente vegetariani, ma semplici consumatori attenti e responsabili che nelle loro scelte alimentari prediligono gli alimenti sani e il più possibile naturali. Gli pseudo - vegetariani introducono la carne solo pochissime volte alla settimana, o prediligono in maniera esclusiva il consumo del pesce come fonte principale di approvvigionamento proteico dal regno animale. Poi ci sono anche i fruitarian o fruttariani, che, come anticipa eloquentemente la parola, seguono una scelta alimentare quasi estrema, perché nel rispetto più totale della natura e delle sue creature, amano consumare solo la frutta, perché in altri modi si uccide la pianta, ad esempio raccogliendo una pera o delle ciliegie da un albero, quest’ultimo non si uccide, ma se raccolgo delle carote o delle patate, la pianta viene uccisa.




Per approfondire e chiarire ulteriormente è possibile aggiungere che il termine vegetariano compare a metà dell’800, in Inghilterra, la parola si rifà all’origine latina vegetus ovvero vigoroso e sano. Vediamo insieme qualche termine che ci può aiutare a comprendere maggiormente l'argomento.

Come abbiamo già detto, il vegetarismo include anche il veganismo: essere vegetariani significa optare per la scelta del rispetto del mondo animale, eliminando tutte le fonti di proteine animali, ma tra i vegetariani è possibile trovare delle categorie ad esempio gli ovo-lacto-vegetariani, che consumano uova e latte e derivati, ma non carne o pesce.

Veggie è una definizione che comprende sia i vegetariani che i vegani.

Pseudo vegetariano è colui che consuma anche solo saltuariamente carne o pesce, in quest'ultimo caso si definisce pescetariano, che non è comunque un vero vegetariano.

Mangiatore di vegetali è colui che, come dice la parola, sceglie di consumare solo vegetali

Il Kosher si lega fortemente alla religione ebraica e al rispetto delle numerose leggi e limitaziopni nutrizionali che esistono in questo contesto preciso.

Vegan è colui che decide di eliminare tutte le fonti di proteine di origine animale e a questa pratica abbina anche un rispetto per gli animali, ad esempio scegliendo capi di abbigliamento e accessori non di origine animale, non acquistando borse di pelle, seta o lana. Tra gli alimenti aboliti anche il miele, insomma sostenitori agguerriti del personaggio principale del film per bambini, ma anche per adulti Bee Movie, dove una simpatica ape, Barry Menson, scopre che gli umani rubano il miele e lo consumano irrispettosamente, un film da cui prendere spunto per diverse riflessioni anche di tipo ambientalistico e umano e, se vogliamo, filosofico.




Questo è un piccolo panorama di chi vive nel mondo, davvero molto grande e sfaccettato, in cui la natura, il cibo e l’alimentazione in generale ricoprono un posto prioritario nelle scelte non solo nutrizionali ma anche ambientali, economiche e sociologiche.

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mercoledì 1 luglio 2009

ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA



I sintomi
Le persone che soffrono di questo disturbo hanno ricorrenti episodi di iperalimentazione, durante i quali perdono il controllo e mangiano quantità eccessive di cibo fino a sentirsi a disagio per l’accaduto.
Questi comportamenti non sono scatenati da senso di fame, ma da stimoli di natura emotiva, e si accompagnano a vergogna e senso di colpa, per cui spesso si verificano in solitudine.

Il disturbo da cibo incontrollato si distingue dalla bulimia perché a differenza di quest’ultima non sono presenti i tipici comportamenti “compensatori”, come l’abuso di lassativi e diuretici, lo strenuo esercizio fisico e digiuni alternati a momenti di abbuffate. Nei due terzi dei casi questa sindrome si associa a obesità.

Un disturbo emotivo
Più della metà delle persone affette da binge eating disorder, soffrono di depressione; questa può essere la causa scatenante, ma anche una conseguenza dei comportamenti alimentari disturbati, che indeboliscono l’autostima dei pazienti. In questo modo depressione e alimentazione incontrollata si rinforzano a vicenda, in un circolo vizioso, che porta al peggioramento di entrambi i sintomi.
Le persone con questo disturbo si sentono spesso sole, e rispetto agli altri, tendono ad essere impulsive e ad abusare di alcol o di altre sostanze. Oltre a causare bassa autostima, sentimenti depressivi, problemi lavorativi o scolastici, possono insorgere disturbi seri di salute, come difficoltà digestive, cefalee, dolori articolari e muscolari, disturbi ormonali e cardiaci.

Le cure
Oltre ai provvedimenti mirati a ridurre il peso corporeo, nei casi di obesità, le persone affette da questo disturbo andrebbero curate in un contesto psicoterapico, per imparare a gestire e esprimere alcuni stati emotivi come rabbia, tristezza, noia, preoccupazione e stress, spesso elementi scatenanti la crisi alimentare.
Secondo uno psichiatra americano Joel Yager, i trattamenti farmacologici e psicoterapici da soli o in associazione possono essere efficaci nella sindrome da alimentazione incontrollata. Tra i farmaci meritano attenzione la sibutramina, che blocca il senso della fame e stimola il metabolismo agendo sui trasmettitori serotonina e noradrenalina; tuttavia è controindicata in chi soffre di ipertensione. Tra le psicoterapie quella congnitivo comportamentale, centrata sugli schemi cognitivi e sui comportamenti alimentari della persona, e quella interpersonale che aiuta i pazienti a promuovere il cambiamento nelle relazioni con gli altri.

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