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mercoledì 28 luglio 2010

Cantare fa bene



"Canta che ti passa"

 recita un vecchio detto.

 E in effetti cantare fa bene, 
aiuta a respirare correttamente,
 rilassarsi e sfogarsi.

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Per esprimere delle forti emozioni, per dichiarare un sentimento, per pregare o per farsi coraggio: queste sono le funzioni del canto. In passato si intonavano delle melodie per alleviare la fatica, per farsi coraggio nei momenti difficili e per comunicare con le divinità. Oggi non si canta quasi più: solo chi ha bambini piccoli rispolvera qualche canzoncina per farli mangiare o dormire; ma cantare fa bene, apporta benefici mentali e fisici. Basta solo superare l’imbarazzo iniziale.

Apporta felicità
I musicoterapeuti sostengono che, intonando una canzone che ci piace, si stimolano i neuroni a lavorare con un sincronismo 5 volte maggiore rispetto al normale. Questo meccanismo attiva la produzione di endorfine, i calmanti naturali, e fa in modo che ricordi, esperienze e immagini passate ritornino alla mente. È sufficiente intonare qualche frase di una canzone che ci ha accompagnato in momenti piacevoli per ricreare la scarica neurormonale che aveva attraversato il corpo in quella situazione.

I benefici
Libera le emozioni imprigionate e permette di scaricare l’energia intrappolata nel sistema nervoso, alleviando ansia e paure.
Si riattiva la respirazione perché quando cantiamo i polmoni funzionano come una fisarmonica: si riempiono e si svuotano di aria appoggiandosi al diaframma. Nell’inspirazione il muscolo si contrae e si appiattisce, aumentando lo spazio nel torace e aspirando l’aria nei polmoni. Durante l’espirazione il diaframma si rilassa e si sposta verso il torace, provocando l’espulsione dell’aria. È una respirazione efficace nel processo di rilassamento e migliora gli scambi anidride carbonica-ossigeno.
Il canto è un mezzo per creare empatia, perché chi emette suoni gradevoli trasmette anche agli altri le sue emozioni. Ogni suono grave, acuto, lento o veloce, tocca chi ascolta, entrando così in sintonia. Se poi si canta insieme la vicinanza aumenta; partecipare ad un coro è il modo migliore per sviluppare una coscienza di gruppo, bisogna imparare ad adattarsi al ritmo degli altri e ad ascoltarsi reciprocamente.


Alleniamoci
Se si è fuori allenamento e non si è abituati a canticchiare siamo imbarazzati. Ma ci sono degli esercizi che aiutano a tirare fuori la voce, liberando dalle inibizioni. Superato l’imbarazzo poi, ognuno deciderà come fare uso della propria voce, se cantare da solo, in un coro o partecipare a serate di karaoke.
Per prima cosa bisogna imparare a respirare con il diaframma: immettere nei polmoni una certa quantità di aria cercando di non gonfiare la cassa toracica e non alzare le spalle, poi spingendo l’aria inspirata verso la pancia e provare a emettere il suono delle vocali, ma non nel classico ordine bensì UOAEI.
Poi scaldarsi localmente, indossando una mascherina tipo quelle per l’aerosol, tappare eventuali buchi e farla aderire al viso. Dopodiché emettere i suoni A ed E, prima lentamente poi velocemente.
È importante poi dedicare almeno 15 minuti al giorno all’ascolto di vari generi musicali e capire cosa ci piace davvero; in questo modo aumenterà anche la nostra voglia di cantare.
A questo punto sperimentiamo! Facciamo vocalizzi allo specchio, accendiamo la radio e iniziamo a cantare!

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giovedì 22 luglio 2010

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venerdì 16 luglio 2010

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mercoledì 14 luglio 2010

Leggere le unghie






Le unghie sono molto indicative del nostro stato di salute

 ecco perché osservarle e sapere interpretare

 le loro varie sfaccettature, colore, forma, linee e così via, 

diventa importante e utile.





Come dovrebbe essere un’unghia in salute? Color rosa, resistente e non fragile, liscia e levigata, insomma bella da vedere. Piccoli traumi, carenze di vitamine e sali minerali per dieta scorretta o malattie, possono invece rovinarla.

Quali possono essere i problemi delle unghie?
Se le unghie sono molto fragili, ovvero le punte si scheggiano facilmente e le lamine si sfaldano, le cause potrebbero essere legate a detergenti troppo aggressivi, smalti forti, una carenza di ferro e di Unghia rottacisteina nella dieta. Usare allora prima di tutto dei detergenti delicati, integrare l’alimentazione con frutta, verdura e proteine. Tenere le unghie corte e curate ed evitare magari smalti troppo aggressivi, meglio invece acquistare uno smalto indurente.




Se la crescita è lenta: le unghie come i capelli, hanno una certa velocità di crescita, ma se questa è troppo lenta allora qualcosa deve preoccupare. Potrebbe essere legato a uno squilibrio ormonale, a carenza di aminoacidi, vitamine e sali minerali. Oppure semplicemente se è sempre stato così, allora è da ricercarsi una causa ereditaria. Se è la dieta, allora via libera a tutti quegli alimenti che sono ricchi di vitamine e sali minerali, cioè una dieta varia ed equilibrata, perché sapete bene che il nostro organismo ha bisogno di tutti gli alimenti, nelle corrette quantità.







Se le unghie hanno striature con sfaccettature nel senso della lunghezza: occhio alle scarpe, poiché le unghie dei piedi, se costrette in calzature troppo strette, soffrono e si lamentano in questo modo. In ogni caso potrebbero esserci stati diversi tipi di trauma alla matrice, la circolazione è limitata o ostacolata e l’unghia appare striata. La striatura potrebbe essere anche una carenza specifica di vitamina del gruppo B.
Unghie gialleSe le unghie sono ingiallite, cioè appaiono di colore giallo tendente allo scuro, non lucide ma opache, la causa potrebbe essere il fumo, se l’unghia interessata è quella del dito in cui la sigaretta è vicina. Oppure ancora l’uso di detergenti troppo aggressivi, o ad esempio chi usa spesso shampoo, balsami ecc. oppure una micosi. In quest’ultimo caso è bene rivolgersi ad un dermatologo e seguire la cura più appropriata. Negli altri casi eliminare la causa, ad esempio non fumando più!
Se sono disidratate, anche in questo caso potrebbe essere dovuto alla carenza di vitamina B. Quindi evitate ricostruzioni estetiche, perché alcuni trattamenti coprono l’unghia e non la fanno letteralmente respirare, ecco allora che la disidratazione aumenterebbe.

 L’alimentazione ancora una volta risulta essere molto importante per la salute del nostro organismo, che anche nel piccolo si manifesta e parla di noi. Frutta, verdura, alimenti integrali, carne, pesce e uova, così come il latte e i suoi derivati, non devono mai mancare, senza quantità eccessive ma nella giusta misura e soprattutto alternate nell’arco della settimana. Non dimenticate poi di idratarvi adeguatamente, soprattutto adesso che è estate, evitando le bevande troppo dolci, ma scegliendo la sana e pura acqua!

LEGGI ANCHE :  
DECORAZIONI DELLE UNGHIE



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venerdì 9 luglio 2010

Mal di caldo



Come ogni anno il caldo arriva

 forse questa volta un po’ in ritardo

 rispetto al programma

 ma queste sono settimane torride.


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Il termometro che sale e i continui sbalzi di temperatura mettono a dura prova l’organismo, bersagliato dai numerosi disturbi tipici della stagione: gambe pesanti, difficoltà a respirare, colpi di calore. Che cosa fare per difendersi?

Gambe pesanti
Caviglie gonfie, formicolii ai piedi, gambe pesanti e dilatazione delle vene superficiali. Tutti disturbi che rientrano nell’insufficienza venosa, un disturbo frequente, soprattutto tra le donne, che causa un ristagno di sangue nelle vene delle gambe, rendendo difficile la sua risalita. Il problema viene acuito dal calore, che causa un rallentamento della circolazione. Per ovviare a questi disturbi si possono fare trattamenti mirati, attività fisica e mangiare in modo sano. L’importante è ridurre il sale, bere molta acqua con sali minerali e mangiare frutta e verdura. In commercio esistono anche integratori a base di flavonoidi, che alleviano il disturbo, e per chi sta molte ore seduto in ufficio, si consigliano le calze elastiche, la cui compressione favorisce la circolazione.








Colpo di calore
Il colpo di calore può verificarsi quando ci si trova esposti a una temperatura troppo alta associata ad un elevato tasso di umidità e alla mancanza di ventilazione. Può manifestarsi all’aperto, al chiuso o in un luogo dove non batte il sole. Quando la fisiologica capacità di termoregolazione viene compromessa e la temperatura del corpo raggiunge i 40° arriva un colpo di calore. L’organismo non riesce ad adattarsi e va in tilt. Il primo sintomo è rappresentato da un improvviso malessere generale, a cui seguono mal di testa, nausea, vomito e sensazione di vertigine, fino ad arrivare all’ansia e alla confusione. La temperatura aumenta velocemente e la pressione diminuisce repentinamente, le pelle si arrossa e secca e cessa la sudorazione. In questi casi bisogna far sdraiare la persona in un luogo fresco e ventilato, con le gambe sollevate; mettere una borsa del ghiaccio sulla testa e avvolgere il corpo in un lenzuolo fresco. Reidratare con acqua e sale e chiamare un medico al più presto.




Collasso cardio-circolatorio
È chiamato anche shock ed è uno svenimento. I meccanismo sono doppi, da una parte un calo di pressione causato dal caldo e dall’altro un aumento dei battiti cardiaci a causa della vasodilatazione. In più il caldo esterno causa sudorazione e se, non si reintegrano i sali minerali, si riduce il volume del sangue circolante e si abbassa troppo la pressione fino a causare una crisi degli organi vitali. Il collasso si annuncia con ansia, astenia, respiro superficiale, mal di testa, sudore freddo e pallore. Se non ci si sdraia al fresco con le gambe sollevate si rischia di svenire. Bisogna poi bere molta acqua e prendere degli integratori; evitare la caffeina o altri cardiotonici e mangiare frutta e verdura.






Congestione
La congestione è una situazione piuttosto frequente provocata dall’introduzione di bevande ghiacciate in un organismo surriscaldato, durante o subito dopo i pasti. L’eccessivo afflusso di sangue all’addome può rallentare o bloccare la digestione, provocando il disturbo. Capita anche a chi si tuffa in acqua dopo aver mangiato troppo, oppure quando si passa da un luogo molto caldo a uno freddo. I primi sintomi sono la sudorazione eccessiva e un dolore a livello dell’area superiore all’addome. In questi casi bisogna sospendere qualsiasi attività, mettersi in un luogo caldo e asciutto e coprirsi. Possibilmente vomitare o liberare lo stomaco, e se la cosa non si risolve chiamare un medico.



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Osteogym, la ginnastica salva ossa

 
Osteogym, 

una ginnastica per prevenire l'osteoporosi. 

Fa bene sia dal punto fisico che mentale.

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Superati i cinquanta anni, il corpo della donna inizia a subire delle modifiche, dettate spesso da motivi e necessità nuove a livello ormonale, è quindi necessario attivare delle piccole scelte sia a livello nutrizionale sia a livello fisico per prevenire e evitare alcune patologie, che spesso dopo quest’età potrebbero cominciare a manifestarsi con i primi segnali.
Ad esempio tra queste patologie la più diffusa è sicuramente l’osteoporosi, che si manifesta sempre più frequentemente nella nostra società, anche in età addirittura prematura rispetto a quella sopra citata. Le cause sono spesso legate a una non corretta alimentazione e a una totale o insufficiente attività fisica legata a sedentarietà.


L’osteoporosi è possibile in realtà prevenirla e non solo combatterla, con delle precauzioni efficaci rappresentate da varie strategie comportamentali e salutistiche.
La dieta rappresenta un caposaldo, e dev’essere ricca di calcio e di vitamina D, ma ad essa va integrata una costante attività fisica.
È a tale punto che può intervenire la osteogym, la quale, oltre a contribuire a migliorare la salute e il livello muscolare, attiva anche un beneficio a livello psicologico. Si tratta di veri e propri corsi con tutta una serie di lezioni, dedicate agli over 50, grazie alle quali non solo si fa del bene al proprio organismo, ma si fa anche amicizia: ecco l’aspetto psicologico di cui sopra ho fatto cenno. Questa ginnastica ha in realtà tanti nomi, i quali però hanno un unico comun denominatore, cioè essere a favore delle ossa in primis e poi della mente.



È il movimento che va riabilitato, grazie a tanti esercizi di facile esecuzione che non sforzano eccessivamente la persona che frequenta il corso. Si tratta di esercizi semplici, graduali, in cui tutto il corpo è chiamato a muoversi. Alcuni si effettuano da terra, sdraiati a pancia in sù, portandosi le ginocchia alternativamente al petto, con dolcezza, senza fretta o strattoni. Esercizi che normalmente si ripetono per circa 10 volte. Oppure in piedi, far ruotare le braccia in senso orario prima e poi antiorario, oppure ancora slanci delle gambe in avanti o all’indietro, mantenendo l’equilibrio. Si tratta quindi di esercizi indicati praticamente per tutti e soprattutto per coloro che devono riprendere gradualmente confidenza con il proprio corpo, con una giusta respirazione ecc.

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 È sempre bene, prima di iscriversi, consultarsi con il proprio medico e scegliere il corso più adatto anche a livello di durata e frequenza settimanale.
È molto importante associare a questa ginnastica anche delle belle passeggiate, tutti i giorni, e una sana ed equilibrata alimentazione, ricca di frutta,verdura, frutta secca, cereali integrali, poca carne, molto pesce e condimenti semplici.
L’insieme di queste scelte migliorerà sicuramente la qualità della vita e dal punto di vista psicologico avrà un sicuro effetto positivo e di incentivazione dell’autostima.
In moltissime città sono ormai diffusi questi corsi, spesso proposti dal Comune attraverso le stesse circoscrizioni, oppure dalle palestre, con orari soprattutto concentrati al mattino o nel tardo pomeriggio, il prezzo è variabile a seconda dell’ente propositore, ma in linea generale non si tratta mai di corsi molto onerosi.
Tenete presente poi che tali esercizi, una volta imparati, possono essere anche ripetuti a casa in autonomia, e perché no magari con un piccolo gruppo di amiche e della musica che a ritmo fa tenere il tempo degli esercizi!


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PC: I disturbi da pc

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mercoledì 7 luglio 2010

Lo Scrub più naturale? Quello di sale e olio!




Lo Scrub più naturale? Quello di sale e olio!

Per preparare la pelle per la bella stagione non è necessario spendere un patrimonio: uno scrub naturale preparato con olio e sale è un metodo efficace per liberare la pelle dal grigiore dell'inverno!

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L’inverno con l’aria secca e troppo riscaldata in casa e l’aria ghiacciata appena si mette il naso fuori, riserva per la pelle dei brutti scherzi con il risultato di renderla spesso screpolata, fragile e ruvida.

Quello che ci vuole per prepararci alla primavera e all’estate è un bello e facile scrub, chiamato anche peeling.
Allontaniamo la pigrizia dei mesi freddi e facciamo posto alla voglia di renderci belle e soprattutto di far ritornare la nostra pelle splendente, elastica e liscia.


Ecco dei semplici consigli, non solo estetici, ma anche legati alla nostra salute, che attraverso la facile ed entusiasmante preparazione di uno “scrub casalingo ed ecologico” proprio a casa nostra, daranno un sicuro effetto “luminoso” alla nostra amata pelle.

Gli ingredienti di cui necessitiamo sono:
-    100 grammi di sale grosso da cucina
-    20 grammi di olio extravergine di oliva (2 cucchiai)
-    Qualche goccia (a piacere) di un olio essenziale tra i vostri preferiti (lavanda, arancio ecc)
Piccolo accorgimento: utilizzate solo oli acquistati in erboristeria o farmacia adatti per essere usati sulla pelle.


In caso abbiate finito il sale, potrete usare al suo posto la stessa quantità di zucchero grezzo.
Versate il tutto all’interno di un mortaio o di una ciotola e mescolate bene, anzi sarebbe meglio dire, pestate bene, molto bene.
Portate il tutto sotto la doccia e dopo esservi bagnate la pelle iniziate il massaggio con il composto sopra citato, sulle ginocchia, i gomiti e in generale su tutte quelle parti di pelle visibilmente secche.
Risciacquate poi abbondantemente e dopo esservi ben asciugate spalmate una crema nutriente.

Dopo una doccia risanatrice e riparatrice potrete adesso dedicarvi alla conoscenza degli ingredienti che avete utilizzato: il sale è uno degli ingredienti più usati.

Il sale, ci permette di assumere, nella nostra alimentazione quotidiana, il sodio, ovvero un elemento chimico naturale (il cui simbolo è Na), scoperto nel 1807 dallo studioso Davy.
Il sodio si trova sotto forma di Sali nelle acque marine, ma altresì in sorgenti di origine termale e nei giacimenti minerari.
Le sue funzioni nel nostro organismo sono quelle di proteggerci da un’eccessiva disidratazione e di regolare l’eccitabilità muscolare.
In cucina noi usiamo appunto il cloruro di sodio, ovvero il “sale da cucina”.
E’ da usare con attenzione da tutti coloro che soffrono di ipertensione, considerando che si trova in moltissimi alimenti, tra cui, formaggi, salumi, alimenti conservati sotto sale, patatine e dolci.
Occhio dunque a non salare troppo gli alimenti, in quanto già  la natura li ha arricchiti di questo elemento in quantità diversa a seconda del tipo di prodotto.

Per ciò che concerne l’olio extravergine di oliva, possiamo dire che si tratta del principe, anzi del re dei condimenti, e l’Italia è tra i più grandi e importanti produttori a livello mondiale.

Ecco di seguito altri esempi di facili scrub da preparare in casa, sempre tenendo come base il sale, nella quantità di 100 grammi ed aggiungendo ad esso:
-    Olio di germe di grano oppure
-    Olio di jojoba oppure
-    Olio di mandorle dolci

I suddetti oli sempre nella quantità di 20 o al massimo 30 grammi, a scelta un olio piuttosto che un altro, volendo potrete aggiungere anche qualche goccia di olio essenziale a voi particolarmente gradito:
-    Eucalipto
-    Menta piperita
-    Timo
-    Limone o arancio

Uno scrub ideale per il viso lo potete ottenere mischiando zucchero (una manciata) miele (un cucchiaio) e acqua di rose (un cucchiaino).

Tutti gli ingredienti vanno sempre ben mescolati e spalmati sul corpo o sul viso avendo cura di massaggiare soprattutto nei punti critici (cosce, glutei, gomiti, talloni, peli incarniti). Al termine dello scrub risciacquare con acqua tiepida.


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Il peeling - noto e utilizzato fino dai tempi antichi

Il peeling

Un trattamento estetico per la propria bellezza, noto e utilizzato fino dai tempi antichi.


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Peeling









Il peeling, come trattamento per levigare e migliorare l'aspetto della cute, è conosciuto fin dall'antichità. Numerose testimonianze ci pervengono dall' Egitto, dalla Grecia, dalla Turchia, dall' India e da Babilonia.
Infinite sono le sostanze utilizzate: zolfo, pomice, polveri minerali, polveri di piante e fiori finemente macinate e miscelate a sostanze ed ingredienti di origine vegetale.
Ai giorni nostri, l'utilizzo e le sperimentazioni con vari tipi di peeling, ci riportano a P.G. Unna, dermatologo tedesco, che studiò e sperimentò con successo numerose sostanze e metodiche peeling.
Nel 1882, descrisse, sperimentò e pubblicò i risultati ottenuti con l'impiego dell'acido salicilico, della resorcina, del fenolo e del tricloracetico.
Un dermatologo inglese, Mackee, utilizzò e sperimentò, pubblicandone i risultati nel 1952, il fenolo per il trattamento delle cicatrici post-acneiche. Si deve a La Gassè la tecnica occlusiva post-peeling al fenolo, sperimentata durante la prima guerra mondiale e importata negli USA dalla nipote Antoinette negli anni '30 e '40, per il trattamento delle rughe e delle cicatrici post-acneiche.
L'uso del
tricloracetico, dell'acido salicilico e dell'acido lattico, è divenuto sempre più popolare dagli anni '70 agli ani '80, periodo in cui Van Scott, Yu e Murad divulgarono i risultati ottenuti nella terapia di numerosi inestetismi e patologie cutanee con l'utilizzo dell'acido glicolico e degli AHA in generale.

Ma in realtà che cos’è il peeling?
Ogni giorno lo strato corneo elimina, attraverso un meccanismo fisiologico, un numero infinito di cellule cheratinizzate. Il peeling chimico è una forma accelerata di esfoliazione che avviene attraverso l'uso di una sostanza chimica. Un peeling molto superficiale accelera l'esfoliazione naturale dello strato corneo, mentre un peeling che agisce a livello più profondo crea necrosi e infiammazione nell'epidermide, nel derma papillare o nel derma reticolare. Il peeling chimico crea evidenti cambiamenti nella pelle attraverso tre meccanismi d'azione.
Queste sono: la stimolazione del turnover cellulare attraverso la rimozione delle cellule morte dello strato corneo, l’eliminazione di cellule epidermiche danneggiate e degenerate, che saranno rimpiazzate da cellule epidermiche normali, e l’introduzione di una reazione infiammatoria e attivazione dei mediatori dell'infiammazione che attiva la produzione di nuove fibre di collagene e di glicosaminoglicani.

I peeling che agiscono a livelli epidermici profondi comportano rischi di complicazioni ed esiti indesiderati, è indispensabile eseguire trattamenti e terapie che ottengono eccellenti risultati con il minor rischio possibile.

Peeling
Questo trattamento è indicato per: cheratosi ed invecchiamento cutaneo, cicatrici post–acneiche, discromie, acne volgare e rosacea, smagliature e dermatite seborroica.

I peeling si classificano in :


  1. Peeling molto superficiale: questo tipo di peeling rimuove soltanto lo strato corneo superficiale


  2. Peeling superficiale: questo tipo di peeling crea necrosi di una parte o di tutto lo strato epidermico arrivando allo strato basale dell'epidermide


  3. Peeling di media profondità: questo tipo di peeling crea necrosi dell'epidermide e di parte del derma papillare


  4. Peeling profondo: questo tipo di peeling crea necrosi dell'epidermide, del derma papillare e può estendersi fino al derma reticolare.

Le sostanze chimiche utilizzate sono: Acido retnoico, 5-Fluorouracil (5-Fu), Jessner' s Solution, Resorcina, Acido salicilico, Acido tricloracetico, Alfa-idrossi-acidi, Alfa-Keto-acidi, Fenolo.


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Arteterapia





Matite, pennarelli, colori acrilici, creta e collage: sono solo alcuni degli strumenti usati per liberare la fantasia, esprimere le proprie emozioni e fare un percorso di crescita personale. Stiamo parlando dell’arteterapia, una disciplina ancora poco conosciuta che però permette di raggiungere un benessere psicofisico ottimale. Ma di cosa si tratta esattamente?



Un modo di comunicare
L’arteterapia è una disciplina che unisce l’arte alla psicologia e consente al soggetto che la pratica di esprimere il proprio mondo interiore. Fin dalle origini, l’uomo ha sempre desiderato lasciare le sue impronte e provare a esprimere le immagini mentali; ne sono un esempio i graffiti rupestri e le terracotte decorate. Questa disciplina è un’attività che si pratica sia con il corpo che con la mente e rappresenta una forma di educazione alla sensibilità e alla percezione, oltre che essere una forma di psicoterapia. Il suo scopo è quello di agire sugli schemi mentali che ognuno ha elaborato nella sua vita, talvolta condizionati da eventi traumatici e situazioni emotive significative. Con l’arte le emozioni diventano più fluide e coscienti. Si tratta di una comunicazione non verbale, effettuata con il corpo e non con la parola, i cui effetti sono di lunga durata.
Come funziona
Nelle sessioni di arte terapia uno psicologo aiuta la persona a scegliere i “materiali” che renderanno visibili le proprie immagini interne e che rimandano all’essenza e alla struttura della sua personalità, cercando di trovare una chiave interpretativa. L’arteterapia richiede del tempo per creare un rapporto di fiducia con il terapeuta e un ambiente favorevole all’espressione artistica.
A cosa serve
PennarelliAttraverso questa disciplina è possibile attivare le risorse che tutti noi possediamo: la capacità di elaborare i nostri vissuti dando una forma. Con l’arte si esprimono e rielaborano sentimenti, pensieri e vissuti, attraverso il linguaggio non verbale. L’obiettivo non è quello di creare qualcosa di bello, ma di comunicare e scambiarsi ricordi, immagini e impressioni. A differenza delle parole, le immagini non mentono e partono dal profondo senza trovare barriere di difesa.
Chiunque può praticare l’arteterapia, per conoscere se stessi, imparare a fronteggiare lo stress, i traumi e godere del piacere che la creatività porta con sé. L’obiettivo è aumentare l’autostima e relazionarsi con l’esterno.
I laboratori creativi
Ognuno po’ scegliere il percorso che preferisce; si possono frequentare corsi (di 6/6 incontri) cui partecipano massimo 10 persone, durante i quali ciascuno comincia a creare nella massima libertà. Ci sono anche corsi annuali, dove ci si incontra una volta alla settimana. In qualunque caso i laboratori si svolgono in spazi ampi, dotati di qualsiasi tipo di materiale. Prima di iniziare la seduta solitamente è prevista una fase preparatoria in cui si fanno esercizi psicomotori e di rilassamento del corpo, per consentire ai partecipanti di entrare in uno stato di calma e relax. È importante avere un abbigliamento comodo e piedi scalzi. Durante gli incontri si dipinge in gruppo, si creano oggetti e sculture, il tutto senza ordini e compiti precisi. Il compito del terapeuta offre solo spunti di partenza e delle suggestioni che servono a superare l’imbarazzo iniziale di trovarsi davanti a un foglio bianco.



. Meglio in salute .

giovedì 1 luglio 2010

Camminare a piedi nudi



Nel parco, sul prato, sui ciottoli o sulla sabbia:
 toglietevi le scarpe
 e affondate i vostri piedi nudi su una di queste superfici. 

La sensazione fisica che si prova è unica ed è una pratica che fa bene alla postura, alla salute delle gambe e regala esperienze sensoriali straordinarie. 
Riuscire a fare una passeggiata a piedi nudi su un prato o sulla sabbia significa regalarsi salute e relax. 


Camminare scalzi su terreni naturali è una fra le esperienze fisiche più piacevoli e salutari sia perché riproduce un gesto antico, tipico delle nostre origini, sia perché regala un senso di sollievo e di benessere immediato: la schiena ritrova la giusta postura, il piede si libera dalle costrizioni di scarpe e calze, ritrovando le sue giuste curve plantari e la circolazione delle gambe viene stimolata. Insomma, anche se le scarpe sono fondamentali per la maggior parte del tempo, camminare a piedi nudi è un toccasana per il corpo.


I vantaggi
  1. Evita la stasi venosa perché l’insieme di vasi venosi che si trova sotto la pianta del piede, con la camminata fa da pompa per il circolo sanguigno. Con terreni mossi il movimento evita il ristagno dei liquidi, le varici e i gonfiori.
  2. Migliora la postura perché la nudità del piede favorisce il bilanciamento del corpo, la colonna vertebrale ne guadagna in mobilità e i dischi intervertebrali ritrovano le loro qualità elastiche.
  3. Assottiglia le caviglie, tonifica e rende affusolata la muscolatura della gamba perché la pianta del piede cerca il giusto assetto per attutire le asperità del terreno, stimolando le fasce muscolari che raramente vengono mosse.

Non sul pavimento
Tutti i benefici del camminare a piedi nudi si perdono se il pavimento è piano come quello di casa o della strada. Il piede è formato da una serie di volte, curve concave e convesse che sul piano si appiattiscono inevitabilmente, anche se il pavimento è in materiali naturali. Nel caso poi della moquette è dannoso per la circolazione e la muscolatura perché si cammina su un tessuto caldo. Camminare scalzi in casa, quindi, favorisce la formazione del piede piatto, meglio quindi scegliere luoghi e terreni naturali.

Parchi “a piede libero”
Non solo prato o sabbia, ma argilla, corteccia, muschio ghiaia e acqua: le pavimentazioni naturali sono davvero tante e si possono sperimentare nei parchi creati appositamente per chi ama camminare scalzo. Si tratta di percorsi di alcuni chilometri dove si può camminare a piedi nudi su vari terreni. Purtroppo in Italia non esistono ancora questi luoghi specializzati, e bisogna accontentarsi della natura. In Germania invece, vicino a Stoccarda c’è il Parco Dornstetten , mentre vicino a Francoforte il Parco Bad Sobernheim.

E l’igiene?
Se si hanno delle perplessità riguardo alle conseguenze igieniche del camminare scalzi è possibile risolvere il problema usando delle scarpette ultramoderne effetto guanto, le Vibam FiveFinger, dotate di spazio anatomico per le dita, suola ergonomica con volte plantari e rinforzi in gomma per attutire l’impatto con il terreno. Ovviamente si perde la sensazione di sentire l’umidità del terreno, ma la percezione delle asperità del suolo sono ottime.


ANKE
SENTIRSI BENE NUDI



Qualunque sia il grado di perfezione fisica, mostrarsi senza veli, o coperti da un costume ridotto, è una situazione che spesso mette a disagio. Siamo sempre molto severi con noi stessi, ma proviamo a smetterla con questo atteggiamento e cerchiamo di scovare quell’autenticità che ciascuno possiede. La vera sensualità può trasgredire tutti i canoni estetici!

leggi qui'

http://cipiri2.blogspot.it/2010/07/sentirsi-bene-nudi.html

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Propoli ... prodotta dalle api



La propoli è una sostanza naturale 

prodotta dalle api che ha 

delle importanti proprietà curative

 è un antimicrobico soprattutto per il cavo orale,

 antibatterico e antifungineo ad esempio contro la candida

 e svolge un'azione protettiva sui capillari.






Cos'è la propoli?
La Propoli è una sostanza naturale, raccolta dalle api, e poi elaborata e integrata con sostanze prodotte da questi piccoli e operosi insetti. Nella  composizione rientrano moltissimi elementi, tra cui: acidi grassi, terpeni, sali minerali, diverse vitamine, aminoacidi, cere e resine varie. Tale composizione è variabile a  seconda della stagione, della vegetazione circostante l’alveare e dunque non tutte le propoli sono uguali.

Dal punto di vista delle percentuali la propoli è così composta:
  • Circa il 50% è rappresentato da resine e balsami, aldeidi e acidi
  • Il 25% da cera
  • Il 5% da sostanze volatili
  • La rimanente quota comprende piccole percentuali di vitamine del gruppo B, C, E,  minerali in tracce quali: calcio, cromo, ferro e manganese.
La propoli varia moltissimo in base alla zona di provenienza, alla tipologia di vegetazione, ai luoghi circostanti gli alveari, alla tipologia di alberi presenti. Da questo punto di vista il colore è abbastanza semplice da associare, infatti propoli di colore tendente al nero può indicare una possibile vicinanza con betulle, mentre un colore rossastro è legato alla presenza di pioppi, i pini conferiscono un colore giallo tendente al verde.
Anche i  sapori  ricevono un’influenza dall’ambiente circostante, fondamentalmente è spesso tipicamente amara, ma a volte può presentarsi anche abbastanza dolce.
La temperatura influisce sul suo stato: una bassa temperatura rende la propoli solida, mentre una temperatura ambiente la rende più morbida; se la temperatura è però troppo elevata la propoli  tende a diventare particolarmente resinosa e appiccicosa.


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Proprietà della propoli
Le api raccolgono la gran parte di sostanze resinose sulle gemme e da lì partono per la fabbricazione della propoli. Le sue proprietà sono numerosissime, è principalmente e storicamente conosciuta e utilizzata fin dall’antichità per le sue qualità antimicrobiche e curative, soprattutto a carico del cavo orale, inoltre svolge attività antibatterica e antifunginea ad esempio contro l’antipatica e invasiva candida, alcuni saccaromiceti, e contro anche i virus tra cui il trattamento più efficace sembrerebbe quello contro l’herpes.
Nell’antichità il suo impiego era soprattutto legato alle assodate proprietà  cicatrizzanti, nella forma di unguento, particolarmente efficace per curare piaghe e ferite di vario genere. A livello interno oltre che ai sopra citati poteri, svolgerebbe anche un’azione protettiva nei confronti dei piccoli vasi sanguigni (capillari) rafforzandoli.
In alcuni soggetti è però possibile una risposta allergica a seguito dell’utilizzo della propoli, quindi è bene osservare e dosare con attenzione anche questa sostanza.
In commercio è possibile trovarla “pura”, in questo caso si trova più che altro nella vendita diretta degli apicoltori, mentre in erboristeria è possibile reperirla sottoforma di tintura, compresse, oli o unguento, tutti pronti all’uso. In tutti i prodotti dedicati alla bellezza, in cui si cita un contenuto di propoli, è bene dire che in realtà il quantitativo interno non è mai altissimo, quindi non pensate che tali prodotti possano in qualche modo da soli, essere miracolosi!

Un consiglio
La massima attenzione va poi riposta sempre alla provenienza, purtroppo è abbastanza recente il caso di un maxi sequestro di 2.000 confezioni di propoli, ritirate in tempo dal commercio poiché contaminate da antiparassitari che sarebbero stati dannosi se ingeriti. L’uso di questi antiparassitari aveva il fine di combattere un acaro che può attaccare le api, ma certamente un residuo di tale sostanza chimica nella propoli l’avrebbe trasformata in un qualcosa di davvero poco naturale. Affidatevi a fonti certe e accreditate per l’acquisto e seguite i consigli degli apicoltori e degli erboristi per il suo impiego.


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