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domenica 27 maggio 2012

Magrezza estrema é colpa dei media ...





Magrezza estrema: colpa dei media?
leggi tutto qui :

Interventi chirurgici per dimagrire ....

Interventi chirurgici per dimagrire

Ogni anno sono sempre di più le persone
 che si rivolgono al chirurgo

http://cipiri3.blogspot.it/2010/05/interventi-chirurgici-per-dimagrire.html


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domenica 20 maggio 2012

Ginepro


 Curarsi nel medioevo: Ginepro
 

Juniperus communis


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È un arbusto di origine Mediterranea del quale si utilizzano sia le bacche che gli steli. Le prime vengono raccolte in periodo autunnale, tra settembre e ottobre, per poi essiccarle in spazi ombrosi e ventilati. Allo stesso modo vanno anche essiccati gli steli, di modo che mantengano a lungo il loro caratteristico profumo. Nel mondo antico il ginepro veniva considerato una pianta magica: si credeva che fosse capace di allontanare streghe e spiriti maligni da case e stalle e, per lo stesso motivo, si usava cucirne alcune bacche all’interno degli abiti per assicurarsi la protezione. Come le bacche, anche il legno di ginepro era considerato prodigioso.
Con questo si fabbricavano cucchiai e mestoli casalinghi, che venivano impiegati per la lavorazione del latte: miracolosamente, il latte lavorato con queste stoviglie miracolose, si trasformava in burro e formaggio! In campo medico, Ildegarda ci parla del ginepro come un’ottimo rimedio per la cura delle crisi respiratorie e dell’asma bronchiale. La ricetta che consiglia consiste nel preparare un Elisir di bacche cuocendo queste ultime nel vino, insieme a fiori di verbasco e polvere di dragoncello, infine filtrare e aggiungere un pizzico di radice di inula. Il vino era molto importante nella medicina medievale: era uno dei veicoli per eccellenza, in quanto considerato esso stesso terapeutico nonché un ottimo esaltante delle proprietà mediche.
Oggi la Farmacopea ha riconosciuto al ginepro proprietà curative sia per i disturbi dell’apparato respiratorio (asma, catarro bronchiale) sia per quelli legati allo stomaco, i reumatismi e l’ alitosi, difatti, la masticazione di alcune bacche di ginepro sembra che possa favorire la disinfezione del cavo orale e la prevenzione di cattivi odori, mentre, la preparazione di tinture di bacche in alcol, possa dare sollievo ai dolori provocati dai reumatismi.




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lunedì 14 maggio 2012

BICARBONATO DI SODIO


bicarbonato di sodio


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L'idrogenocarbonato di sodio o carbonato acido di sodio o carbonato monosodico (o bicarbonato di sodio che è il nome più comune, ma che è stato deprecato dalla IUPAC) è un sale di sodio dell'acido carbonico.

BICARBONATO DI SODIO


DALLE PULIZIE DI CASA ALLA COSMESI FINO ALLE RICETTE IN CUCINA
Il bicarbonato è un ottimo alleato naturale per le mille attività quotidiane.I l bicarbonato di sodio è uno degli ingredienti più versatili che possiamo trovare in casa: grazie ai suoi innumerevoli utilizzi il bicarbonato di sodio va a sostituire tutte quelle sostanze chimiche dannose per la nostra salute e per l’ambiente. Dalla pulizia della cucina alla cura della nostra persona, ecco per voi una guida all’uso del bicarbonato di sodio


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IL BICARBONATO DI SODIO IN CASA
Per le superfici lavabili
Attraverso l’ uso del bicarbonato di sodio la casa sarà sempre splendente: lo si può avere semplicemente preparando una soluzione formata da bicarbonato ed acqua e strofinando vigorosamente la superficie lavabile della vostra cucina, una volta risciacquato avrete degli ottimi risultati.
Come detersivo per i pavimenti
Un ottimo detersivo naturale da adoperare anche per pulire il pavimento in ceramica aggiungendo alla soluzione un bicchiere di aceto bianco.
Per l’argenteria
Per avere dell’argenteria brillante più che mai, passate con un panno umido sul vostro oggetto un’emulsione di tre parti di bicarbonato ed una parte d’acqua, volendo potete usare anche il bicarbonato da solo, risciacquate con acqua tiepida ed asciugate per bene.
Contro gli acari
Non ne potete più degli odiosi acari che si annidano sui vostri tappeti allora cospargeteli con del bicarbonato, lasciandolo agire per un’intera notte; in seguito rimuovete il tutto aiutandovi con l’aspirapolvere. Quest’ultimo processo vi permetterà inoltre di rimuovere i cattivi odori dalla vostra aspirapolvere.
Per lavare i piatti
Un cucchiaio di bicarbonato dentro l’acqua per lavare piatti e pentole aiuta a rimuovere le macchie ostinate e potenzia l’effetto del detersivo utilizzato per il loro lavaggio.
Contro le macchie nei muri
Anche voi ritrovate sulle pareti della vostra casa delle macchie, sopratutto nei pressi dei caloriferi: strofinate con della mollica di pane intrisa di bicarbonato la parte, così da permettere al muro di tornare bianco e splendente.


CONTRO I CATTIVI ODORI
I cattivi odori in frigorifero
Uno dei luoghi dove è frequente la formazione di cattivi odori è il frigorifero, ponendo al suo interno una ciotolina con circa 200 g di bicarbonato da cambiare di tanto in tanto la puzza andrà via. Mentre per una pulizia periodica delle pareti interne del frigorifero servitevi di una soluzione composta da 4 cucchiai di bicarbonato in un litro d’acqua.
Macchie e cattivi odori della caffetteria
Questo prodotto miracoloso permette di eliminare macchie e cattivi odori anche dalla nostra caffettiera grazie ad una soluzione fatta da un bicchiere di aceto di mele e due cucchiai di bicarbonato.
Nelle lettiere dei gatti
A beneficiare del bicarbonato di sodio saranno anche i vostri amici animali, spargendolo sul fondo della gabbietta o della lettiera si previene il formarsi di cattivi odori.
Per la biancheria
Cospargetene un po’ anche sul fondo della cesta della biancheria sporca oppure ponete al suo interno un sacchettino microforato contenente la polvere, allo stesso modo potete preservare il vostro armadio aggiungendo qualche goccia di olio essenziale così da eliminare gli odori e profumare i vostri capi.
Come disinfettante
Di solito il bicarbonato di sodio usato in questi modi dura circa due mesi. Invece di gettarlo nella spazzatura vi consigliamo di versarlo in tutti gli scarichi così da pulire e disinfettare.


L’INGREDIENTE SEGRETO NELLE RICETTE
Per lievitare le torte
Per permettere alla vostra torta di lievitare aggiungete un cucchiaino di bicarbonato al lievito utilizzato. Ricordate il bicarbonato aiuta la lievitazione, ma non può sostituire la funzione del lievito. Se desiderate eliminare completamente il lievito, basta la punta di un cucchiaino di bicarbonato mescolato con un vasetto di yogurt.
Per frittate morbide
Mentre per ottenere una frittata morbida e soffice vi consigliamo di mettere la punta di un cucchiaino di bicarbonato ogni 3 uova. La medesima dose sarà necessaria per rendere il vostro bollito meno duro e stoppaccioso.
Per i legumi
Volete cucinare legumi e verdure in poco tempo? Un cucchiaio di bicarbonato ogni litro d’acqua aiuterà la cottura al contempo eliminando l’amaro delle verdure.
Contro le acidità
Il bicarbonato di sodio ha anche la funzione di smorzare l’acidità del vostro sugo, non esagerate ne basta solo una punta.


BICARBONATO DI SODIO: PER IL BENESSERE DELLA PERSONA
Per la pulizia dei denti
Partendo da un gesto estremamente importante come la pulizia dei denti coadiuvate l’uso del comune dentifricio mettendo una volta a settimana un po’ di bicarbonato sullo spazzolino, spazzolando normalmente. Per rendere il sapore più gradevole, aggiungete poche gocce d’olio essenziale di menta. Non usate troppo spesso, il bicarbonato potrebbe danneggiare lo smalto dei denti.
Per la protesi dentaria
Sciogliendo due cucchiaini di bicarbonato in una tazza d’acqua calda, potrete pulire a fondo il vostro apparecchio o protesi dentaria. Sarà un ottimo rimedio per togliere i fastidiosi rimasugli di cibo che si incastrano al suo interno.
Per rilassare i piedi
Il bicarbonato permette anche di avere sollievo dopo una giornata in piedi, basta aggiungere due cucchiai in acqua tiepida/calda, ponete in ammollo le vostre gambe per almeno 10-15 minuti. Unendo un pochino d’acqua ad un cucchiaio di bicarbonato riuscirete attraverso questa pasta a combattere la tallonite, passandola sulle zone ruvide per ammorbidirle.
Per capelli morbidi
Per dei capelli morbidi e lucenti vi consigliamo di amalgamare un cucchiaino di bicarbonato allo shampoo che utilizzate di solito, permetterà di eliminare i residui di calcare dell’acqua e delle sostanze dei prodotti di styling.
Il bicarbonato di sodio come deodorante
Creare un deodorante fai da te usando il bicarbonato è semplice… applicatelo su piedi ed ascelle aiutandovi con le dita o con un piumino da cipria. Se preferite un deodorante liquido invece scioglietene due cucchiaini in un bicchiere d’acqua, lasciate riposare per 24 ore e trasferite il tutto in un contenitore spray, magari riciclando la confezione di un vecchio deodorante.
Maria Giovanna Tarullo

 leggi anche http://cipiri3.blogspot.it/2012/05/il-cancro-si-cura-con-il-bicarbonato-di.html


   
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FREE - WEB: MORINGA OLEIFERA : ALBERO DELLA VITA

MORINGA OLEIFERA : ALBERO DELLA VITA



MORINGA OLEIFERA

- LA PIANTA MIRACOLOSA CHE AIUTA L’AFRICA



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 CHIAMATA ANCHE ALBERO DELLA VITA

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Il cancro si cura con il bicarbonato di sodio


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L'idrogenocarbonato di sodio o carbonato acido di sodio o carbonato monosodico (o bicarbonato di sodio che è il nome più comune, ma che è stato deprecato dalla IUPAC) è un sale di sodio dell'acido carbonico. A differenza del carbonato, l'idrogenocarbonato mantiene uno ione idrogeno dell'acido corrispondente. Commercialmente, è noto anche semplicemente come bicarbonato. È tra gli additivi alimentari codificati dall'Unione europea, identificato dalla sigla E 500. In natura , oltre che frequentemente disciolto nelle acque superficiali e sotterranee, è presente raramente come minerale, generalmente sotto forma di efflorescenze, incrostazioni e masse concrezionate in depositi di tipo evaporitico. Si rinviene come nahcolite (NaHCO3) o come componente secondario del natron (Na2CO3·10(H2O)), un carbonato idrato di sodio di genesi evaporitica in ambienti aridi.

 Il cancro si cura con il bicarbonato di sodio,
 un problema per le case farmaceutiche

Una buona notizia per tutti noi e una cattiva notizia per la case farmaceutiche arriva direttamente dal sito laleva.org. Il Dr. Mark Pagel della University of Arizona Cancer Center, riceverà 2 milioni di dollari dal National Institutes of Health per studiare l'efficacia della terapia personalizzata con bicarbonato di sodio per il trattamento del cancro al seno.

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In realtà, il bicarbonato di sodio è una delle cure più efficaci contro malattie acute come influenza e raffreddore, inoltre, se assunto per via orale e transdermica, ecco che il bicarbonato diventa una prima cura per il trattamento del cancro, malattie renali, diabete e, come detto prima, raffreddore e influenza.
In sostanza, il bicarbonato agirebbe sul grado di acidità del nostro sangue. Il pH del nostro sangue e dei nostri fluidi corporei non rappresenta altro che il nostro stato di salute e il bicarbonato rappresenterebbe un vero e proprio regolatore del pH agendo direttamente sul livello acido-alcalino alla base della salute umana.
La scala del pH è come un termometro del nostro stato di salute a tal punto che valori al di sopra o al di sotto di 7,35-7,45 possono segnalare sintomi di malattie o patologie gravi. Difatti, quando il corpo non riesce più a neutralizzare gli acidi, essi vengono trasferiti nei fluidi extracellulari e nel tessuto connettivo recando danni all'integrità cellulare.
Tanto più il nostro sangue è acido, tanto più manca ossigeno, elemento fondamentale per il funzionamento delle nostre cellule. Per farvi un esempio, un lago colpito da piogge acide, vedrà i suoi pesci morire soffocati per non disponibilità di ossigeno. Per riportare il lago in vita, e per portare ossigeno, bisogna alcalinizzare l'acqua.
Questo esempio è fondamentale in quanto il cancro è sempre legato ad un ambiente acido (mancante di ossigeno). Un altro esempio è riconducibile all'effetto negativo dello smog e dell'inquinamento. Come sappiamo, l'inquinamento diminuisce l'ossigeno e ben conosciamo come l'inquinamento influisce in modo negativo sul nostro stato di salute.
In tutto ciò, per praticare la cura del pH, non bisogna essere medici ma bisogna semplicemente capire qual è il funzionamento della cura e agire di conseguenza.
Quali ripercussioni per le case farmaceutiche? Sicuramente risentirebbero negativamente in quanto diminuirebbero domanda e consumi per medicinali chemioterapici, per la cura del cancro in genere, per la cura delle malattie come diabete e malattie più comuni come influenza e raffreddore. Un bel problema per le case farmaceutiche, un problema risolto per la nostra salute e per il nostro benessere.

leggi anche http://cipiri3.blogspot.it/2012/05/bicarbonato-di-sodio.html
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sabato 12 maggio 2012

Never Seconds il blog di denuncia sulle mense scolastiche della Gran Bretagna



Never Seconds il blog di denuncia sulle mense scolastiche della Gran Bretagna è diventato virale in poco tempo  guadagnandosi più di 105mila visualizzazioni.
La campagna contro la scarsa quantità e qualità della mensa è portata avanti dalla sua fondatrice, la  scozzese Martha Payne, di soli 9 anni.
       

                                                                                                                                         

Neverseconds è già trendopic su Twitter ed ha stimolato un largo dibattito sull’argomento.
Quotidianamente fotografa i piatti e li classifica con il suo  Food-o-meter .
Al Daily Mail ha dichiarato :
"Devo crescere e studiare, non mi basta una crocchetta"




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venerdì 11 maggio 2012

Adolescenti: sempre seduti davanti a tv o pc


Adolescenti pigri e nottambuli, sempre seduti davanti a tv o pc


Una generazione seduta, con oltre il 60% degli adolescenti che trascorre tra le 10 e le 11 ore tra la sedia e la poltrona. Altro che ‘declino dei media tradizionali’, la televisione, dopo anni di calo, sta tornando tra le abitudini dei ragazzi, e invece di essere alternativa a Internet vi si somma, contribuendo ad aumentare la sedentarietà. E se tutti hanno Facebook e buona parte lo smartphone, le ore preferite per utilizzarli sono quelle notturne, con più di metà del campione che va a letto ben oltre ‘Carosello’.


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La fotografia degli adolescenti di oggi è stata scattata dall’edizione 2011-2012 dell’indagine ‘Abitudini e Stili di Vita degli Adolescenti’ della Società Italiana di Pediatria, giunta alla quindicesima edizione, che ha coinvolto un campione nazionale rappresentativo di 2081 studenti (1042 maschi - 1039 femmine) frequentanti la classe terza media inferiore. Tra le dieci e le undici ore al giorno seduti: così trascorrono la loro giornata - in periodo scolastico - il 60% degli adolescenti. Con tutti i rischi che ciò comporta in termini di insorgenza di malattie croniche in età adulta.

Dalle tre alle quattro sono in media le ore trascorse davanti a uno schermo, TV e/o PC che sia, alle quali si sommano le 4 ore passate nel banco a scuola (stima riduttiva), l’ora e mezza destinata a pranzo e cena, e l’ora e mezza dedicata ai compiti. La causa principale di questa “epidemia di sedentarietà” è il sommarsi del tempo trascorso davanti alla televisione a quello trascorso a navigare in Internet, che dal 2008 è diventato un fenomeno di massa per gli adolescenti.  Con l’aggravante che quest’anno la TV, dopo 4 anni di declino, sta tornando ad esercitare un certo fascino sugli adolescenti.

Per la prima volta, da tre anni a questa parte, sono di nuovo aumentati coloro che la guardano per più di tre ore al giorno (17,3%).  Ma fiction e partite di calcio non si sostituiscono al PC e al web, che continua ad avere un trend in crescita. Dall'indagine emerge, inoltre, che i ragazzi sono un popolo di 'sonnambuli': oltre il 50% va a letto dopo le 23, anche se il giorno successivo c'è scuola, trascorrendo queste ore davanti alla TV o navigando in Internet. Cosi', se a collegarsi alla rete per più di 3 ore al giorno è il 17% (media nazionale), nelle grandi città la media sale al 25,4%.

Così, mentre dal 2008 al 2010 il boom di Internet aveva in gran parte “cannibalizzato” gli spettatori televisivi (tanto che nel 2009 i risultati dell’indagine adolescenti SIP di quell’anno parlavano di “trasferimento da un monitor all’altro”), quest’anno all’ulteriore incremento nell’utilizzo di internet (sia per quanto riguarda la frequenza di accesso che la permanenza in rete) si è associato un nuovo impulso di crescita nella visione della televisione. Meno di un adolescente su cinque segue il tradizionale suggerimento dei pediatri di non superare le due ore al giorno tra TV e Computer.



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Lo strano caso dell’Aulin



 Lo strano caso dell’Aulin

UNA DELLE MOLECOLE coinvolte nell’inchiesta della procura di Torino è la nimesulide, meglio nota con il nome del farmaco che per primo ha utilizzato questo principio attivo, e cioè l’Aulin. «La nimesulide appartiene alla categoria degli antinfiammatori non steroidei, i cosiddetti FANS. È stata scoperta negli anni Ottanta da una casa farmaceutica americana, che non ne ha completato il processo di sviluppo a causa del suo elevato livello di tossicità – a parità di risultati terapeutici – e l’ha abbandonata a favore di altre molecole. Ma anche nel mondo dei farmaci esistono i becchini, società che acquistano molecole-scarto e ne tentano la registrazione, e questa è stata la sorte della nimesulide, che è passata di mano in mano per arrivare infine alla Roche, che ne ha ottenuto la registrazione col nome di Aulin»..



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L’AULIN NON E’ MAI STATO AUTORIZZATO

negli Usa, in Giappone, in Germania e in Gran Bretagna, i mercati più importanti per i prodotti farmaceutici. È stato invece registrato in Italia, dove consegue circa l’80% del suo fatturato globale, in Francia, Spagna, Irlanda e Finlandia. Il foglietto illustrativo del farmaco è chilometrico, e fra gli effetti collaterali ritroviamo reazioni epatiche gravi, inclusi alcuni rarissimi casi di decesso; lesioni epatiche, reversibili nella maggior parte dei casi, dopo un’esposizione anche breve al farmaco; emorragie, ulcere o perforazioni gastrointestinali. La nimesulide è sconsigliata ai pazienti con insufficienza renale o cardiaca, perché può danneggiare la funzionalità renale; e può ridurre la fertilità, per cui non è consigliato alle donne che cercano una gravidanza, alle donne che hanno difficoltà a concepire, e a quelle che vengono sottoposte ad accertamenti per infertilità. «La microtossicità della nimesulide è risultata chiara fin da subito, e questa è la ragione per cui la società che l’aveva scoperto non ha giudicato interessante completarne lo sviluppo, tanto più che l’efficacia del principio attivo è inferiore a quella di molecole concorrenti, come l’ibuprofene o il paracetamolo».

NEL 2002

i prodotti a base di nimesulide sono stati ritirati dal commercio in Finlandia e in Spagna (109 casi di reazioni avverse, due trapianti di fegato e un decesso), e dal 15 maggio 2007 anche l’agenzia del farmaco irlandese ne ha sospeso la vendita, a seguito della segnalazione di sei casi di insufficienza epatica grave che hanno reso necessari altrettanti trapianti di fegato.Eppure, nel nostro Paese e per molto tempo, l’Aulin è stato addirittura considerato un farmaco Otc (Over the counter), cioè vendibile senza necessità di ricetta medica. Giovanni Mathieu, presidente della Associazione dei medici internisti, lancia l’allarme: “Per molto tempo la nimesulide ha goduto della fama di un farmaco non molto rischioso, ma ogni anno noi medici internisti osserviamo un numero abbastanza preoccupante di pazienti che subiscono danni epatici e dell’apparato gastroenterico causati proprio da questa molecola”.

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 L’AIFA

replica prontamente: dopo un processo di revisione dei dati esistenti durato due anni, il Comitato scientifico (CHMP) dell’Emea (Agenzia europea del farmaco) ha stabilito che il profilo beneficio/rischio della nimesulide è positivo e in linea con quello degli altri farmaci della stessa classe e ha confermato il mantenimento della registrazione del prodotto in tutti gli Stati membri, pur restringendone le indicazioni terapeutiche e aggiungendo altre controindicazioni nel riassunto delle caratteristiche del prodotto.Di verifiche e studi per appurarne la reale pericolosità non se ne parla, solo un attento monitoraggio. Come mai? La risposta è in un filmato di due minuti girato da un regista con le stellette e finito sui tavoli della procura di Torino, in cui un mediatore passa una mazzetta a Pasqualino Rossi, vicedirettore dell’Aifa e – guarda caso – rappresentante italiano all’Emea CHMP, per lasciare tranquillo l’Aulin. «Ai tempi d’oro, il fatturato dell’Aulin arrivava a 40 milioni di euro, il che significa circa 35 milioni di margine in tasca alla Roche, perché i costi di produzione sono bassi e la ricerca è stata fatta da altri».

Cosa tutela dunque l’Aifa: la salute pubblica o il giro d’affari privato?



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mercoledì 9 maggio 2012

Voltaren provoca l' infarto




 Hai male alla schiena? Usa il Voltaren… Hai preso una botta? Usa il Voltaren… Ti fa male il ginocchio? Usa il Voltaren… Hai un problema alle articolazioni? Usa il Voltaren…
 Voltaren la crema che provoca infarto!

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 Queste sono più o meno le risposte che possiamo ricevere nel momento in cui ci rechiamo dal medico di base a causa di uno dei problemi sopracitati. Il primo approccio è sempre questo, utilizzare una crema antinfiammatoria, sperando che la causa che ha provocato il male si sia già dileguata e che quindi spegnendo l’infiammazione si risolva il problema…

Spesso purtroppo però non è così, e dopo aver utilizzato il Voltaren ( o un sostitutivo sempre comunque a base di Diclofenac) per una o due settimane ci ritroviamo ancora con il problema iniziale.

 Voltaren la crema che provoca infarto!
 Ma il problema non finisce qui…

 Il Voltaren si trova al centro di numerose polemiche: uno studio Danese della durata di otto anni lo ha indicato come causa di infarti anche in individui senza particolari problemi di cuore! Il principio attivo del Voltaren il Diclofenac si è dimostrato essere tossico, tanto che in Australia e Nuova Zelanda si stà meditando di togliere il farmaco dal mercato…

Oggi assumiamo farmaci per qualsiasi cosa, per ogni minimo dolorino abbiamo il nostro farmaco: il farmaco sicuro di oggi può diventare il farmaco tossico di domani, quando la ricerca ne dimostrerà la tossicità… Non esiste il farmaco completamente innocuo, tutti, chi più chi meno, hanno effetti collaterali: spesso però sono effetti che si mostrano nel tempo e non al momento, per questo vengono scoperti solo dopo molti anni di ricerche…
E spesso tali ricerche vengono occultate per non danneggiare il business che sta dietro al commercio dei farmaci! È essenziale informarsi sulle alternative, perchè le alternative esistono! Siccome abbiamo parlato di Voltaren, quindi di dolori alla schiena, dolori articolari etc. il mio consiglio in questi casi, se hai male alla schiena, dolori cronici che ti porti dietro da anni, è quello di recarti da un bravo osteopata, con tutta probabilità basteranno due – tre sedute di trattamento per fare sparire i tuoi dolori: provare per credere!

 Le alternative esistono si tratta solo di impegnarsi per conoscerle e, altra cosa molto importante, lavorare sulla prevenzione: hai per esempio tutti i giorni mal di testa? la soluzione non è imbottirti di aspirine ma ricercare la causa che ti provoca il dolore, può essere un problema di cervicale e in questo caso è ottimo un trattamento da un osteopata, oppure può essere un problema di intestino, e in questo caso è ottimo lavorare su quello che mangi evitando ciò che è veleno ( e questo vale per un sacco di problemi!), oppure è un problema di stress e anche in questo caso un trattamento da un osteopata o un trattamento shiatsu… I farmaci dovrebbero diventare l’ultimissima spiaggia, quasi come se non esistessero, ti accorgerai che meno ne usi e paradossalmente più starai bene e in salute!
 Come sempre si tratta di prendersi la responsabilità del proprio corpo, informarsi, ricercare dentro di se le cose che non funzionano e agire in prima persona per sistemarle, affidarsi ai farmaci è la soluzione più facile, ma in realtà è la meno efficace e contribuisce a una continua deresponsabilizzazione: affidarsi ai farmaci significa mettere la propria salute in mani sconosciute che nella maggioranza dei casi hanno il solo scopo di lucrare sui nostri problemi di salute guadagnandoci il più possibile.


 Continua a leggere http://www.miglioriamoci.net/voltaren-la-crema-che-provoca-infarto/  .
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Dopo una ricerca sugli effetti collaterali del farmaco, in Australia valutano di ritirare il medicinale dal mercato

Lo studio è stato realizzato in Danimarca, è durato 8 anni e ha coinvolto 2,5 milioni di volontari


Il diclofenac, il principio attivo di alcuni farmaci antinfiammatori e contro il dolore come il Voltaren, aumenta sensibilmente le probabilità di avere un infarto, secondo una recente ricerca svolta in Danimarca. Che il diclofenac potesse causare un effetto collaterale così grave era noto da tempo, ma i rischi sarebbero molto più alti di quanto stimato, specialmente tra i pazienti in salute e senza particolari patologie al sistema cardiocircolatorio. I risultati della ricerca stanno facendo molto discutere soprattutto in Australia e Nuova Zelanda, dove il farmaco è venduto senza prescrizione del medico e si sta discutendo di un ritiro dal mercato del medicinale.
Lo studio della durata di otto anni è stato condotto da un team di ricerca presso il Gentofte University Hospital (Copenhagen) e ha coinvolto due milioni e mezzo di volontari sotto trattamento con antinfiammatori non steroidei (FANS) come aspirina, ibuprofene e ketoprofene. Associando a questi farmaci il principio attivo del Voltaren, il rischio di infarto è aumentato dell’86% in soggetti inizialmente non esposti a questo rischio. Secondo gli autori della ricerca, i pazienti dovrebbero ricevere maggiori informazioni sui rischi legati all’assunzione di diclofenac insieme ad altri FANS.
David Henry, docente presso la University of Newcastle (Nuovo Galles del Sud, Australia), è convinto che il farmaco debba essere ritirato dal mercato:
«Il medicinale ha ormai esaurito il suo scopo. Si tratta di un farmaco datato e ora è dimostrata la sua tossicità. Ci sono alternative più sicure. Non c’è ragione di averlo ancora sul mercato, sia sotto prescrizione che come medicinale da banco.»



In realtà, molti farmaci FANS possono aumentare il rischio di infarto anche nei soggetti non predisposti. Alcuni principi attivi, spiega Henry, aumentano più di alti questa probabilità e il diclofenac è sostanzialmente il primo in lista.
In Australia sono molto attenti agli effetti collaterali causati dai farmaci. Nel 2004, le autorità del paese decisero di mettere fuori commercio il Vioxx, un medicinale utilizzato per combattere l’artrite e alla base di numerosi casi di attacco cardiaco. Nello stesso anno l’azienda farmaceutica che produceva il Vioxx decise di ritirarlo dal mercato sempre per il possibile aumento del rischio di infarto del miocardio e ictus. Il farmaco era molto diffuso e l’anno precedente al ritiro aveva fruttato alla società produttrice circa 2,5 miliardi di dollari.
La Therapeutic Goods Administration (TGA), l’ente pubblico australiano che monitora i farmaci, ha ricevuto otto segnalazioni di attacco cardiaco e una di angina di pazienti sotto diclofenac. In attesa di prendere una decisione sulla possibile sospensione delle vendite dei farmaci come il Voltaren, l’ente si è ripromesso di proseguire le indagini e consiglia di utilizzare basse dosi di diclofenac per periodi limitati di tempo.
Uno dei farmaci a base di diclofenac più venduti in Italia è il Voltaren in diverse preparazioni: compresse, supposte, soluzione iniettabile e pomata. Tra gli effetti collaterali compare anche l’indicazione del rischio di infarto:
In associazione al trattamento con FANS. sono state riportati edema, ipertensione e insufficienza cardiaca. […] Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l´uso di diclofenac, specialmente ad alti dosaggi (150 mg/die) e per trattamenti di lunga durata, può essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (p. es. infarto del miocardio o ictus).

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Il Ginseng




Il Ginseng

L'azione antitumorale viene attribuita ai ginsenosidi, un gruppo di carboidrati complessi scoperto negli anni '60. Fino ad ora, ne sono stati classificati circa una trentina. Questi provocano morte cellulare (apoptosi e necrosi), inibiscono la proliferazione cellulare, la diffusione metastatica e l'angiogenesi. Sono stati condotti diversi studi che hanno coinvolto complessivamente qualche migliaio di pazienti e tutti sono giunti alla conclusione che il ginseng è in grado di ridurre il rischio di tumore, in alcuni casi fino al 50%.




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Nonostante i proclami ottimistici dell'establishment medico e i miliardi spesi nella ricerca negli ultimi 50 anni, il cancro è ben lungi dall'essere battuto. L'arma migliore rimane indubbiamente la prevenzione, anche se non sempre è chiaro che cosa si debba fare.
Nell'ambito della prevenzione, la fitoterapia potrebbe giocare un ruolo chiave. Infatti, molte piante medicinali hanno mostrato una certa azione antitumorale. Tra queste, c'è l'ormai famosissimo Ginseg rosso coreano (Panax ginseng), conosciuto soprattutto per le sue proprietà adattogene, antiossidanti e antinvecchianti.


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In generale è sempre bene consultare il proprio medico prima di iniziare ad assumere Ginseng soprattutto se si prendono altri medicinali in quanto il ginseng interagisce con determinati farmaci. I principali effetti collaterali che comunque possono insorgere sono raggruppati sotto quella che si definisce: sindrome da abuso da ginseng e che comprende:insonnia, ansia,nervosismo, aumento della pressione sanguigna, mal di testa, orticaria, diarrea 



La conferma delle proprietà anti-carcinogeniche sono venute dagli studi sui topi, ma anche sugli esseri umani.
Come agisce il ginseng?L'azione antitumorale viene attribuita ai ginsenosidi, un gruppo di carboidrati complessi scoperto negli anni '60. Fino ad ora, ne sono stati classificati circa una trentina. Questi provocano morte cellulare (apoptosi e necrosi), inibiscono la proliferazione cellulare, la diffusione metastatica e l'angiogenesi. Sono stati condotti diversi studi che hanno coinvolto complessivamente qualche migliaio di pazienti e tutti sono giunti alla conclusione che il ginseng è in grado di ridurre il rischio di tumore, in alcuni casi fino al 50%. La protezione sarebbe non-organo specifica.
Morte cellulare - Diversi ginsenosidi sono in grado di indurre apoptosi nelle cellule di tumore della prostata, dell'ovaio, del polmone e del neuroblastoma.
Azione antiproliferativa - I ginsenosidi sono in grado di inibire la progressione del ciclo vitale cellulare. Hanno mostrato la capacità di inibire linee cellulari di vari tumori: polmone, prostata, sangue e fegato.
Azione antinvasiva e anti-metastastatica - Il processo di metastati e disseminazione di cellule tumorali è una cosa piuttosto complessa. Si sa che coinvolge l'angiogenesi e le complesse interazioni tra cellule e cellule. E' stato di recente dimostrato che l'invasività di cellule tumorali endometriali può essere inibita da alcuni tipi di ginsenosidi. L'effetto è dovuto alla soppressione dell'espressione del MMP-2 (matrix metalloproteinase), capaci di degradare qualsiasi proteina del connettivo. Inoltre, si crede che le MMP possano influenzare il comportamento cellulare, come la proliferazione, migrazione (adesione/dispersione), differenziazione, angiogenesi, apoptosi e meccanismi di difesa. L'azione antinvasiva è stata dimostrata sempre in vitro anche nel caso di cellule di tumore epatico, polmonare, pancreatico, mammario, gastrico e nel melanoma.
Azione antiangiogenetica - Diversi studi condotti in laboratorio hanno mostrato che i ginsenosidi sono in grado, da soli o in associazione ad altre sostanze antitumorali, di inibire l'angiogenesi nel caso di tumori mammario, ovarico, intestinale e nel melanoma. L'angiogenesi è un processo fisiologico che coinvolge la crescita di nuovi vasi sanguigni. Si crede che un esagerato processo di angiogenesi sia un aspetto fondamentale in molte malattie, come tumori, artrite reumatoide, psoriasi, aterosclerosi e retinopatia diabetica.
Azione antinfiammatoria e immunomodulante - Almeno sette ginsenosidi sono coinvolti nella modulazione dell'infiammazione e lo fanno attraverso una inibizione del gene infiammatorio CXCL-10. Questo conferma l'azione immunmodulante e antinfiammatoria attribuitagli dall'uso tradizionale. Considerato che i processi infiammatori, soprattutto di tipo cronico, possono essere l'anticamera del tumore, una parte dell'azione di prevenzione del cancro del ginseng può essere spiegata proprio attraverso queste proprietà antinfiammatorie.
Una nuova classe di antitumorali?In Cina e in Taiwan i ginsenosidi Rg3 e Rh2 sono utilizzati sotto forma di capsule orali come farmaci sperimentali antitumorali. Secondo i ricercatori cinesi, l'Rg3 è in grado di sopprimere l'angiogenesi, inibire l'adesione, l'invasione e quindi la metastasi delle cellule tumorali. Si è visto che l'Rh2 impiegato in associazione al cisplatino aumenta significativamente la sopravvivenza dei pazienti; è stato dimostrato che l'Rh2 insieme alla chemioterapia è il 60% più efficace della sola chemioterapia. Inoltre, è in grado di ridurre gli effetti collaterali della chemio e della radioterapia, come la perdita dei capelli, la nausea, il vomito e l'inappetenza.
DosaggiUn dosaggio considerato valido varia da uno a due grammi al giorno. Secondo la maggioranza degli esperti, i dosaggi non devono essere eccessivi, quello che conta è il tempo. Gli effetti migliori si ottengono con assunzioni che durano per decine di anni. Dopo qualche tempo, in presenza di una sensazione stabile di benessere, è possibile continuare riducendo le dosi e frazionandole durante la settimana.

Bibliografia
- Davy CW Lee et al Bioactivity-guided identification and cell signaling technology to delineate the immunomodulatory effects of Panax ginseng on human promonocytic U937 cells. Journal of Translational Medicine 2009, 7:34 doi:10.1186/1479-5876-7-34.
- Patrick YK Yue et al Pharmacogenomics and the Yin/Yang actions of ginseng: anti-tumor, angiomodulating and steroid-like activities of ginsenosides. Chinese Medicine 2007, 2:6 doi:10.1186/1749-8546-2-6.
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