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domenica 14 agosto 2016

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martedì 2 agosto 2016

Legalizzare Hashish e Marjiuana Indebolirebbe le Mafie




L'analisi dello scrittore in un'intervista e in un intervento su R.: "Attentato in Spagna del 2004 finanziato con hashish che i gruppi vicini ad Al Qaeda hanno venduto anche alla camorra napoletana. Lazarat, in Albania, la capitale mondiale della marjiuana, è finita sotto il controllo di gruppi criminali che sostengono Daesh"

“Le droghe leggere sono merce di scambio tra terroristi e organizzazioni criminali. Per questo la legalizzazione indebolirà le mafie”. Droga in cambio di armi e soldi. Nel giorno in cui il Parlamento discute della proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis, Roberto Saviano si dice favorevole al ddl che potrebbe sferrare un duro colpo a questo mercato. Lo fa davanti alle telecamere di F. : “I terroristi vendono droghe alle mafie che in cambio danno denaro o armi. E in Europa il mercato delle armi, che è illegale, lo gestiscono le organizzazioni criminali”. Questa l’analisi dello scrittore che, con dati alla mano, illustra i benefici che deriverebbero dall’approvazione della legge.

“Perché legalizzarle indebolirà le mafie sottraendo loro capitali e allo stesso tempo ridimensionerà il mercato illegale. Chi vorrà fumare uno spinello preferirà di certo sostanze controllate che si possono acquistare regolarmente, senza incorrere in sanzioni, e non andrà a cercare un pusher giù in strada, non chiamerà lo spacciatore che si ‘leva’ il fumo in casa, inventando parole in codice al telefono per capire se è un momento buono per andare a prenderlo o no”.

Saviano in un intervento su Repubblica scrive che “è difficile fare breccia nei ragionamenti di chi è contrario senza appello”. “Ma dobbiamo fare i conti con il mondo reale. E il mondo reale è quello in cui chi fuma due pacchetti di sigarette al giorno (ma anche uno) rischia di ammalarsi di cancro. Il mondo reale è quello in cui quando bevi tre cocktail sei pericoloso per te stesso e per chi trovi sulla tua strada se poi ti metti al volante. In Italia le vittime del tabacco sono stimate sulle 80mila all’anno. Le vittime dell’alcol 40mila. E invece non c’è una sola vittima causata da droghe leggere. Nemmeno una”.

“Non convincerò gli scettici dicendo che applicando alla cannabis la stessa imposta del tabacco lo Stato incasserebbe in tasse tra i 6 e gli 8 miliardi di euro – continua Saviano – Ma forse potrei richiamarli alla responsabilità ricordando che le droghe leggere sono merce di scambio tra organizzazioni criminali e organizzazioni terroristiche. Sapete come è stato finanziato l’attentato in Spagna del 2004? Con l’hashish che i gruppi vicini ad Al Qaeda hanno venduto anche alla camorra napoletana. Lazarat, in Albania, la capitale mondiale della marjiuana, è finita sotto il controllo di gruppi criminali che sostengono Daesh. L’Is controlla ormai una produzione da oltre 5 miliardi di dollari. Sì, l’erba e l’hashish sono diventati gli strumenti primi di finanziamento delle organizzazioni fondamentaliste. E legalizzare sarebbe adesso un modo per sottrarre alle organizzazioni criminali tra gli 8 e gli 11 miliardi di euro l’anno”.

Cos’è la Marijuana?

La Marijuana (foglie essiccate) e l’Hashish (resina dei fiori pressata) si ottengono dalle piantine di Marijuana (canapa). A seconda della provenienza e della qualità, esistono grosse differenze relativamente al contenuto di agente stupefacente. Grazie alla coltivazione mirata, oggi la Marijuana ha un contenuto dell’agente stupefacente Tetraidrocannabinolo (THC) fino a 10 volte maggiore rispetto a 20 anni fa.

Legalizzando, ragiona Saviano, non farà scomparire la mafia. Ma la costringerà a “leccarsi le ferite: perché uno Stato che legalizza le droghe leggere è uno Stato forte che non ha paura di combattere. Guardiamo poi i dati. Il Portogallo nel 2001 depenalizza la cannabis e lì in 15 anni diminuisce il consumo. L’Uruguay nel 2013 e il Colorado nel 2014 ne legalizzano il commercio a scopo ricreativo.



Concordo. Il proibizionismo, la War on Drugs... fallimenti che hanno favorito mafiosi e narcotrafficanti, oltre al fatto che il consumo di tali sostanze non è diminuito, anzi. Servono politiche intelligenti che mirano alla soluzione del problema alla radice, e la legalizzazione è una di queste. Che è ben diversa dalla liberalizzazione. Dopotutto ce lo insegna la storia: negli anni 20 gli USA col proibizionismo dell'alcol favorirono il contrabbando, per la gioia di Al Capone. E non solo sulle droghe leggere, anche sulle droghe pesanti bisogne pensare a nuove politiche più efficienti. Ad esempio la somministrazione di eroina sotto controllo medico nelle cosiddette "stanze del buco", come avviene in Svizzera, crea molti benefici: niente degrado per le strade, il tossicodipendente si allontana dallo spacciatore, non andrà a rubare per pagarsi la droga, non andrà in overdose (proprio perchè gli viene somministrata sotto controllo medico) e, soprattutto, dopo un pò di tempo ci sono alte probabilità che smetta di drogarsi. Tutto questo lo ha dimostrato la Svizzera, è lì che è partito l'esperimento (a seguire altri paesi). Ed ha funzionato.



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Droghe pesanti per almeno 50 senatori nei bagni di Palazzo Madama


"Su 315 una cifra tra i 50 e i 70 senatori fa uso di droghe pesanti.  Certi interventi che si ascoltano in aula non sono giustificati solo dalla mancanza di cultura...".
 L'accusa viene lanciata dal presidente dei senatori verdiniani di Ala Lucio Barani.


L'uso delle droghe pesanti a Palazzo Madama avviene "sicuramente anche nei bagni" e i senatori drogati non sono "né di destra né di sinistra: sono solo dei cialtroni capitati in Senato".

"Se fossi stato presidente del Senato - ha detto a "Un giorno da Pecora" alla Radio- avrei fatto delle analisi ambientali in quei posti".


La sua teoria sui senatori cocainomani è fondata sulla loro pupilla. "Uno che all'ombra ha delle pupille strette quando dovrebbero esser dilatate, oppure uno che in piena luce ha pupille miotiche - ha detto Barani - significa che ha assunto qualcosa".



E allora "facciamo - ha esortato il capogruppo dei verdiniani in Senato- l'esame del capello prima di iniziare gli interventi in aula. Io l'ho fatto".

 E poi magari fanno tante storie per consentire, con apposita legge, la cannabis terapeutica di cui hanno bisogno i nostri ammalati terminali nella terapia del dolore.

Non sono in grado di legiferare, 
andrebbero licenziati,
SUBITO

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http://cipiri3.blogspot.it/2016/07/di-marijuana-non-e-mai-morto-nessuno.html

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